Sono tre spettacoli-monologhi indipendenti che costituiscono una trilogia di autori tedeschi (von Kleist, Böll, Borchert) che da qualche anno mi impegna in ambito di Associazioni Culturali Italo Tedesche e Facoltà Universitarie di Lingua e Letteratura Germanica. Tutti di semplice realizzazione e che richiedono poco impegno logistico.
Di tutti, commenti e impressioni sono stati raccolti dopo lo spettacolo nel quaderno del gradimento e sono disponibili su richiesta.
<<La Brocca rotta>> di H. von Kleist, in forma recitata a leggìo, il cui punto di forza è la interpretazione monologante di tutti i personaggi. Durata 1h 45 min con un breve intervallo di 5 min.
<<L'Anarchico gentile>>, dalla novella Cortesia quando è inevitabile violare la legge di Heinrich Böll. Durata 1 h.
<<Borchert Konzert>>, ribattezzato <<Prosare Borchert>> dalle novelle di Wolfgang Borchert. Durata 1 h.
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LA BROCCA ROTTA di Heinrich Von Kleist
per la riduzione, regia e interpretazione di Gianfelice D'Accolti
Rappresentata da Goethe a Weimar nel 1808, La brocca rotta (Der zerbrochen Krug, pubblicata nel 1811), è una commedia che il drammaturgo tedesco Heinrich von Kleist scrisse nel 1806 ispirandosi ad una incisione di Jean Jacques Le Veau, "Il giudice o la brocca rotta" (Le juge ou la cruche cassée del 1782).
Per approfondimenti e recensione, si legga qui:
Spettacolo giá rappresentato presso:
- Il teatro La Baracca di Prato (Marzo 2023)
- Deutsches Institutes di Firenze ((Marzo 2023)
- ICIT di Padova (Apr 2023)
- Goethe Zentrum di Verona c/o il Liceo Maffei in Verona (Aprile 2023)
- ICIT di Savona (11 Ottobre 2024)
- Università per gli Stranieri di Siena (Marzo 2024)
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L'Anarchico gentile, dalla novella Cortesia quando è inevitabile violare la legge di Heinrich Böll.
La locandina allegata fa riferimento alla replica unica per la Olanda tenutasi venerdi' 5 Marzo 2024 a Den Haag, ma sempre in lingua italiana.
Durata dello spettacolo 1 h
Un monologo dalla novella Cortesia quando è inevitabile violare la legge tratta dalla raccolta "Vai troppo spesso ad Heidelberg".
Titolo originale della raccolta "Du fährst zu oft nach Heidelberg, 1979", il titolo originale della novella é “Höflichkeit bei verschiedenen unvermeidlichen Gesetzesübertretungen” (1977).
Presentazione critica
Ho scelto di stare con Böll, con la sua gentile anarchia e il suo garbato ma fermo dissenso contro la iper-economia, le convenzioni sociali e religiose, lo smarrimento dell’autentico. Grato alla sua prosa, naturale come la mollica di pane e sapida come una lacrima, mi sembra che la vita e le sofferenze egli le abbia tradotte in opera letteraria e politica il cui spiccato senso morale e civico diventa per noi preziosa eredità. Porto in me questo autore di guerra che dalla guerra non ha potuto prescindere e, sin dalle prime letture, ho sempre pensato di recitarlo; e distante da lui due generazioni non tuttavia invalicabili, ora colgo l’occasione di metterne in scena una novella che, grazie all'ironia, alla limpidezza espressiva, all’efficace disegno di personaggi fragili ma determinati è già pronta al teatro: essere amabili, gentili e cortesi può diventare paradossalmente la più raffinata e forse più efficace forma di protesta e di rivoluzione contro l’ottusa violenza del Potere. I pericoli avvertiti da Böll si sono tutti avverati, l’economia sta sopraffacendo il pensiero e la cultura, noi non siamo diventati migliori, e io ho scelto di stare con Böll, il mio fratello tedesco.
Spettacolo giá rappresentato presso:
- Il teatro La Baracca di Prato (26-27 Genn 2024)
- il Laak Theater in Den Haag (Paesi Bassi) (15 Marzo 2024)
- ICIT di Padova in collaborazione con la Facolta di Lingue dell'Ateneo di Padova (4 Apr 2024)
- Il Deutsches Institutes di Firenze ((19 Apr 2024)
- ICIT di Savona (11 Ottobre 2024)
- Casa Sorgi in Pisa (9 Novembre 2024)
- Goethe Zentrum di Verona c/o il Liceo Fracastoro in Verona (14 Novembre)
- liceo Bertrand-Russel di Scandicci (16 Gennaio 2025)
- Univ. di Trento (10 Aprile 2025)
- Univ. di Verona (11 Aprile 2025)
di semplice realizzazione dal tono leggero e ironico, molto godibile.
Referenze sugli spettacoli:
- d.ssa Alessandra Polato (direttrice ICIT di Padova)
- d.ssa Raffaella Nardi (responsabile Deutsches Institut di Firenze)
- prof. Marco Rispoli (ordinario di Lingua e Lett. Tedesca all'Univ. di Padova)
- prof. Giovanni Musso (direttore ICIT Savona)
- d.ssa Stefania Neri (direttrice Goethe Zentrum Verona)
- d.ssa Maila Ermini (direttrice Teatro La Baracca di Prato).
- prof. arch. Giuseppe A. Centauro (Uni Firenze)
- prof.ssa Chiara Buffagni (UniStra SIENA)
- Prof. Massimiliano de Villa (Uni Trento)
- Prof. Davide Di Maio (Uni Verona)
In via di programmazione inoltre presso:
- Univ. di Vercelli (secondo semestre 2024-2025)
- Univ. di Siena (secondo semestre 2024-2025)
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Prosare Borchert (ovvero Borchert Konzert) dalle novelle di Wolfgang Borchert.
Durata 1 h.
Perché Borchert Konzert?
Delle novelle di Borchert mi hanno affascinato lo straordinario ritmo lirico, la prosa possente in quella lingua così fluida che anela di staccarsi dalla pagina scritta per vivere nella voce umana dell’attore parlante; che implora le si dia corpo e sangue e respiro secondo quelle tonalità, timbri, volumi, articolazioni e ritmiche evocate dall'autore d’Amburgo. Tutto è già teatro. Il personaggio del reduce torna in un paesaggio distrutto che non lo desidera, che non sa più che farsene di lui, che lo rifiuta mentre lui vuole ricominciare, vuole ricostruire, vuole rivivere. Ogni personaggio delle sue novelle nasconde o racchiude in sé - anche se non torna dalla guerra, anche se non è stato soldato – la condizione di reduce che Borchert eleva a categoria umana universale: il vivo che guarda il mondo con gli occhi del morto e perciò tutto gli è assurdo, inspiegabile, grottesco, orribilmente comico. Ma quel ritmo, quella lingua, lungi dall’essere mero esercizio di stile, sono l’afflato stesso di Borchert nella sua aspirazione ad un mondo di pace, di giustizia, di amore per la vita e per i vivi che oggi conferma e ancor più riacquista prepotente la sua drammatica, necessaria attualità; la sua arte ci ammonisce che ogni uomo è un potenziale reduce se non ribadisce con forza che “non c’è che una risposta!”: l’urgenza di preservarsi umani.
Azione scenica dalle novelle (lavori in corso):Quel martedì-Il pane-Il mio fratellino pallido-Tutte le latterie si chiamano Hinsch-Radi-L’orologio da cucina-Il caffè ha un sapore indefinibile-I tre re Magi-Sciscifo ovvero il cameriere di mio zio.
Durata 60 min circaSpazio minimo 4m x 4mPrOsare Borchert
interpretazione e regia di Gianfelice D'Accolti
Dalle novelle delle macerie o del punto zero di Wolfgang Borchert
Lo spettacolo porta la firma di Gianfelice D’Accolti, una interpretazione dalle prose di un autore tedesco non molto conosciuto in Italia, Wolfgang Borchert (1921-1947), ostinato poeta contro la guerra e antinazista, morto giovanissimo. È una assoluta novità. Di lui è famoso soltanto il testo teatrale Fuori davanti alla porta; Gianfelice invece interpreta le sue prose, sconosciute a tutti praticamente. Il titolo dello spettacolo, inizialmente “Borchert Konzert” è ora PrOsare Borchert, grazie all’acuto suggerimento della drammaturga Maila Ermini ,per meglio enfatizzare la sfida di portare in scena prosa diretta e osare contro guerra e riarmo, concetti subdolamente imposti quanto supinamente accettati dalla massa. In questi tempi sembra un autore oltremodo necessario.
L’azione scenica è costruita su cinque novelle (Quel martedì-Il pane-Il mio fratellino pallido-Tutte le latterie si chiamano Hinsch-L’orologio da cucina) che insieme tracciano la condizione del reduce elevata da Borchert a categoria umana universale: il vivo che guarda il mondo con gli occhi del morto e perciò tutto gli è assurdo, inspiegabile, grottesco, orribilmente comico. Ma quel ritmo, quella lingua, quella lirica, lungi dall’essere mero esercizio di stile, sono l’afflato stesso di Borchert nella sua aspirazione ad un mondo di pace, di giustizia, di amore che oggi conferma e ancor più riacquista prepotente la sua drammatica, necessaria attualità; la sua arte ammonisce che ogni uomo è un potenziale reduce se non ribadisce con forza che “non c’è che una risposta!” al richiamo orribile della guerra: l’urgenza di preservarsi umani.
I cinque racconti fusi insieme nel continuum scenico, pur separati e viventi di vita propria, evocano così un unico respiro drammatico che ambisce ad essere la musica stessa dell'anima di Borchert, il suo mondo.
also in English
Five stories (That Tuesday - Bread - My Pale Little Brother - All Dairies Are Named Hinsch - The Kitchen Clock) by Wolfgang Borchert (1921-1947), a tenacious anti-war and anti-Nazi poet who died at a young age, are presented here in the form of a one-act monologue conceived and performed by Gianfelice D'Accolti. At the suggestion of playwright Maila Ermini, the original title "Borchert Konzert" was changed to "Prosare Borchert" to emphasize that Borchert's stories (his prose) are already ready for the stage; in fact, while Borchert's "Out Before the Door" was a highly successful stage production, the stories are now, for the first time in the world, being brought to the stage. And this is absolutely stimulating and innovative; just as the verb "prosare" in Italian includes the verb "osare" (in English, to dare), to indicate a clear position against war and rearmament on the part of the interpreter who stages its miserable, disastrous and inhumane effects.



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